lunedì 27 marzo 2017

Dimagrire con il peperoncino

 
Per ottenere un girovita snello occorre sicuramente avere una vita attiva, praticare esercizio fisico, seguire una dieta bilanciata e quant'altro. Tuttavia, se si vogliono un po' accelerare i tempi o se si deve dedicare un'attenzione specifica per quanto riguarda questa parte del corpo, allora è possibile consumare 5 alimenti che aiutano a levigare il girovita. Nello specifico questi alimenti accelerano il metabolismo, permettendo dunque al nostro corpo di bruciare più in fretta i grassi. Ad esempio, il peperoncino accelera il metabolismo del 25%. Nello specifico il cibo molto speziato consente agli individui di attivare una sudorazione più copiosa. Ad avviare ciò è la capsaicina, un amminoacido che caratterizza l'essere piccante di alcune pietanze.

(...) e con avena, mela, broccoli e...calcio

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venerdì 24 marzo 2017

Smettere di comprare lo zenzero. Ecco come far crescere una scorta infinita di zenzero a casa.

Lo zenzero non solo è una spezia  gustosa, ma è anche ricco di benefici per la salute.
Per esempio lo zenzero può essere usato per calmare la nausea. É uno dei migliori rimedi naturali per cose come il mal di mare o la nausea legata alla gravidanza. Si ritiene che possa essere altrettanto efficace quanto i farmaci.

Lo zenzero ha anche grandi proprietà anti-infiammatorie. Può anche contribuire a ridurre il dolore e la rigidità da condizioni come osteoartrite, è anche dimostrato che può ridurre il dolore durante i cicli mestruali delle donne tanto quanto l’ibuprofene.


Più comunemente, lo zenzero è usato per curare problemi di stomaco, è perfetto per le persone che soffrono di indigestione.

Con così tanti benefici per la salute, lo zenzero è una spezia eccellente che sicuramente si desidera consumare ogni giorno. Per fortuna, ci sono infiniti modi per assumerlo. Inoltre, la buona notizia è che si può facilmente coltivare a casa.

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giovedì 23 marzo 2017

Alimenti giusti per erezioni più dure

Non avevi mai pensato che una corretta alimentazione potesse portarti delle erezioni decisamente più dure? Adesso scoprirai quali sono questi alimenti che possono aiutarti anche nell’ambito sessuale.

Generalmente si sa che ciò che si mangia influisce molto sulla vita di ognuno di noi, per la salute, per l’umore, per quanto riguarda l’energia e molte altre cose. Anche per quanto concerne le erezioni questo è importante ed è giusto che tu sappia esattamente cosa mangiare per rendere migliori le tue prestazioni sessuali.

Prima di tutto ti consiglio il caffè. Di certo non dovrai esagerare ma si può dire che la caffeina contenuta in una tazza accelera il metabolismo e, conseguentemente aumenta anche il pompaggio del sangue che andrà ad irrorare il pene. Inoltre potrà darti l’energia per durare tutta la notte.

Anche le ostriche fanno parte degli alimenti giusti che potranno cambiare la tua vita sessuale indurendo le erezioni. Si tratta di un cibo afrodisiaco ricco di zinco e di vitamina B6. Entrambe queste sostanze sono fondamentali per la produzione di testosterone. In caso non ti piacesse l’idea di mangiare un mollusco, lo stesso effetto lo fanno le noci.

Anche i peperoncini sono alimenti utili per le erezioni. Hai presente quelle vampate di calore che ti vengono in viso quando mangi piccante? Bene… sono un ottimo segno! Tutti i vasi sanguigni inizieranno ad espandersi  grazie all’effetto dei peperoncini. Questo significa assolutamente… migliori erezioni grazie uno degli alimenti più piccanti.

Altri cibi interessanti? Le banane. Esse contengono il potassio, che è una sostanza molto utile per contribuire al corretto funzionamento di cuore e circolazione. Assimilare abbastanza potassio aiuta a mantenere i livelli di sodio sotto controllo, riducendo anche il rischio di problemi cardiaci. Perciò, se sei una persona a cui piace esagerare con il sale ma non ama le banane, il consiglio è di munirsi di una integratore contenente potassio, oppure di mangiare alimenti come le arance o le patate fatte al cartoccio (questa sostanza è contenuta nella buccia).

Potresti aiutare le tue erezioni anche mangiando salmone. Gli acidi grassi, contenuti in esso, miglioreranno il flusso di sangue… anche nel pene. Anche lo sgombro, la trota ed il tonno fresco possono aiutarti. Il consiglio è di mangiare questi alimenti due volte alla settimana.

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Problemi di erezione? Vino rosso & frutti di bosco, ricetta del vigore sessuale

 

 


martedì 21 marzo 2017

Prugne Umeboshi. 10 Benefici, Proprietà e come usarle


Le Prugne Umeboshi sono un potente rimedio medicinale naturale usato da più di 3000 anni in oriente dove vengono usate sia nella preparazione di alcune pietanze sia come una medicina da usare per trattare diversi disturbi di salute.
I giapponesi, che sono una delle popolazioni più sane e longeve del pianeta, hanno tradizionalmente considerato le Prugne Umeboshi per migliaia di anni un saporito condimento ed al contempo un aiuto naturale per la disintossicazione ed il rafforzamento dell’organismo.

La storia delle Prugne Umeboshi

Conosciute da secoli in Asia, la traduzione giapponese letterale è “prugne secche” anche se botanicamente appartengono più propriamente ad una particolare famiglia di albicocche che cresce in Cina e Giappone anche allo stato selvaggio.
Le Prugne Umeboshi che troviamo già pronte nei negozi vengono prodotte attraverso un lento processo di fermentazione (varia da sei mesi a qualche anno) del frutto dell’albero di Prunus Mume, con l’aggiunta di foglie di Shiso (lamio bianco o rosso) e sale marino. Le foglie di Shiso hanno a loro volta moltissime proprietà, sono ricche di calcio e vengono impiegate in diversi preparati medicinali, e danno alle umeboshi quel caratteristico colore rossiccio. Persino nel modernissimo Giappone di oggi molte famiglie continuano a prepararle in casa

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giovedì 16 marzo 2017

FAI RISPLENDERE LA PELLE CON I CIBI GIUSTI


Se, da una parte, fattori esterni come sole, stress e inquinamento atmosferico possono avere effetti pesanti sulla pelle, dall’altra mangiare cibi ricchi di particolari vitamine, minerali e antiossidanti può favorire un incarnato sano e radioso. Segui i nostri consigli per una pelle radiosa, occhi più luminosi e per una “te” più felice.

Di’ addio ai cibi grassi

In generale, i cibi che tendono a farci ingrassare favoriscono anche l’insorgere di rughe e macchie. Dove possibile evita grassi, zuccheri, cibi confezionati, farina bianca e bevande gassate. In questo modo non solo migliorerai l’incarnato, ma entrerai anche meglio in quei jeans che tanto ti piacciono.

(...)

Mangia frutta e verdura di tutti i colori

Una dieta varia e sana è il segreto per una pelle luminosa ma anche, come ci ricorda il dottor Stefano Magno, per il benessere quotidiano: è risaputo infatti che frutta e verdura fresche sono ricche di antiossidanti e nutrienti amici della pelle. I mirtilli, ad esempio, sono ricchi di antiossidanti che contrastano gli effetti dei radicali liberi; cavoli e verdure a foglia verde contengono vitamina K, che protegge l’elasticità della pelle; i pomodori contengono licopene, un antiossidante che riduce la ruvidità cutanea, mentre i peperoni sono ricchi di vitamina C, fondamentale per la produzione di collagene. E l’elenco continua... Il modo migliore per esser sicure di ottenere tutti i benefici è quello di seguire una dieta ricca di frutta e verdura di colori diversi.

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Passa all’avena

Evita i carboidrati raffinati come la pasta, il pane bianco e il riso perché possono provocare picchi glicemici associati a rughe e acne. Scegli invece carboidrati complessi come l’avena, il riso integrale e l’orzo, con un indice glicemico basso.

(...)

Aggiungi semi e frutta secca

Mandorle e semi di girasole sono ricchi di vitamina E, che aiuta a proteggere la pelle dai raggi solari; le noci (4 al giorno sono un toccasana!) hanno un elevato contenuto di magnesio, che favorisce la circolazione e il flusso sanguigno nella pelle; i semi di zucca, invece, sono una buona fonte di zinco, che favorisce la produzione di collagene e il rinnovo cutaneo. Prova ad aggiungerne una manciata alla colazione o nelle insalate.

Metti in tavola il salmone

I cibi ricchi di Omega-3 come il pesce contribuiscono a ridurre le infiammazioni, che possono manifestarsi come rossori o irritazioni quali ad esempio eczemi o psoriasi. Il corpo non produce Omega-3, per questo occorre integrarlo attraverso la dieta con pesce azzurro e olio di semi di lino.

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giovedì 9 marzo 2017

Un caffè contro la demenza? Caffeina aziona enzima difensivo

Ha azione potentissima, selezionata tra migliaia molecole

Il caffè un potenziale alleato contro la demenza? E' possibile visto che la caffeina è risultata capace di potenziare l'attività di un enzima protettivo per il cervello, chiamato 'NMNAT2' e solo di recente scoperto come un'arma molecolare importante contro la formazione di aggregati tossici nelle cellule nervose.
    Lo rivela una ricerca condotta presso e l'Indiana University e pubblicata sulla rivista Scientific Reports.
    Solo di recente in un lavoro pubblicato sulla rivista Plos Biology sono stati scoperti gli effetti protettivi di NMNAT2 contro l'Alzheimer. Inoltre un altro studio pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences, dimostrava che consumare abitualmente caffè o altre bevande contenenti caffeina protegge dalla demenza.

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martedì 7 marzo 2017

Legumi, possono aiutare a perdere peso?


L’importanza dei legumi nella nostra alimentazione è ormai nota da tempo, ma uno studio ha dimostrato e confermato come possano aiutare anche a mantenere sotto controllo il peso. La rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition ha pubblicato i risultati di uno studio che ha evidenziato come una porzione al giorno di lenticchie, fagioli, ceci o piselli secchi contribuisca ad un’alimentazione sana ed al dimagrimento.

La metanalisi (una tecnica clinico-statistica) ha raccolto le sperimentazioni cliniche che, con una durata di almeno 3 settimane, paragonavano le diete con legumi con quelle senza. Nel totale sono stati selezionati 21 studi per un totale di 940 individui, considerando gli effetti del consumo su: peso, circonferenza addominale e grasso corporeo.

Dall’osservazione dei risultati è emersa una riduzione del peso di 0,34 kg per gli individui che seguivano una dieta contente legumi (considerando un apporto di 132 g al giorno di legumi). La perdita di peso si è verificata sia nelle diete con finalità di dimagrimento che in quelle di mantenimento.

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domenica 5 marzo 2017

Psoriasi e depressione, se combinate possono dare luogo all’artrite

Una ricerca canadese ha dimostrato che le due patologie insieme aumentano i rischi di complicazioni del 37%: ecco i risultati dell'indagine

La psoriasi, che colpisce in Italia circa 1,5 milioni di persone, non è solo una malattia della pelle. Oltre a causare disturbi fisici, incide anche sulla psiche poiché spesso dà origine a situazioni d’imbarazzo e stress che vanno a influenzare quotidianità del paziente, a volte causando veri e propri stati depressivi, tanto che un individuo affetto da psoriasi su due ammette di aver conosciuto la depressione.

Il legame tra psoriasi e depressione è stato oggetto di studio dell’Istituto McCaig per la salute delle ossa e delle articolazioni dell’Università di Calgary ad Alberta, in Canada, che ha mostrato come queste due patologie combinate insieme possono provocare l’artrite. Tale combinazione aumenta del 37% il rischio di contrarre l’artrite psoriasica, malattia infiammatoria reumatica cronica, che interessa il 10% dei pazienti con psoriasi.

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venerdì 3 marzo 2017

I pericoli nascosti di sushi & Co.

Diventato più che una moda oggi alla portata di tutti, il pesce crudo può nascondere qualche insidia. Ecco come difendersi.

 

Oggi mangiare sushi anche da noi non è più un problema. Anzi, i ristoranti giapponesi spuntano qua e là, e non soltanto nelle grandi città. È possibile reperire sushi e altri prodotti tipici giapponesi al supermercato o nei grandi store di cibi surgelati.

Così, gli amanti del pesce crudo possono assaporare cenette orientali anche a casa e, perché no, invitare gli amici per un sushi-party, evento che oggi va per la maggiore.
Qualcuno, però, potrebbe storcere il naso all’idea di mangiare pesce crudo. Forse anche perché, a parte i gusti personali e il valore dietetico e nutrizionale di tali cibi, qualche rischio effettivamente c’è. E non sempre si vede.

Si presenta così

Per essere precisi, alla moda e ben informati, cominciamo con alcune necessarie definizioni.
Il sushi è una preparazione a base di riso (riso orientale che resiste a lunghi tempi di cottura) bollito e condito con una specie di aceto, che anticamente serviva a conservare meglio il pesce.
Da qui, l'abbinamento più comune, il nigiri sushi, costituito da listarelle sottili di pesce (tonno, salmone, cernia, calamaro) poste sul riso e servite accompagnate da wasabi (salsa densa e piccante ottenuta dalle radici di rafano), fettine di zenzero in salamoia e salsa di soia.
Il sashimi è invece il pesce crudo, servito a listarelle o fettine sottili. Un vero invito per il palato dei più golosi e curiosi, anche per l’insieme di colori accesi e le presentazioni veramente perfette e variegate che caratterizzano l’abilità dei cuochi giapponesi nel soddisfare la vista, oltre al palato.

Pesce fresco? No grazie

Anzitutto è bene precisare che sushi e sashimi non vanno preparati con pesce fresco, appena pescato o che arriva dalla pescheria più vicina.
Infatti la normativa italiana, che si riferisce alle norme europee (Regolamento europeo 853/2004), prevede che i pesci consumati crudi debbano essere lasciati nel congelatore a -20 °C per almeno 24 ore. Il congelamento, così come il calore della cottura, uccide i parassiti.
Ma succede sempre così? Purtroppo no.

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Servizio delle iene 
 

martedì 28 febbraio 2017

Peperoni con pesticidi dall'Egitto: valori 50 volte sopra la norma

GENOVA -  Un carico di peperoni giunto nelle scorse settimane nel porto di Genova ha fatto registrare la presenza di 13 tipologie diverse di pesticidi e, per tre di questi, valori 50 volte superiori a quelli consentiti dalle norme sulla salute. Il carico arrivava dall’Egitto. Le analisi sono state condotte dal laboratorio Arpal della Spezia, specializzato nella ricerca dei pesticidi.

Nel dettaglio, le molecole fuorilegge sono state Clorpirifos, Propiconazolo e Clorfenapir, rispettivamente insetticida, fungicida e biocida, in questo caso utilizzati impropriamente durante la coltivazione.  “Non era mai capitato un campione con la presenza di così tante sostanze tutte insieme - racconta Nicola Dell’Amico, dirigente chimico del laboratorio spezzino responsabile delle analisi - e anche l’entità dei superamenti è particolarmente significativa”.

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Lo dicono le analisi: Don, Glifosate e Cadmio presenti negli spaghetti


Ormai lo dicono le analisi, quelle vere che non mettono le stellette, come fa Altroconsumo, ma attribuiscono dei numeri reali ai contaminanti più pericolosi presenti quotidianamente sulle nostre tavole. In tutte le marche sono presenti Don, Glifosate e Cadmio entro i limiti di legge per gli adulti. Almeno due marche di spaghetti superano i limiti di Don per la tutela della salute dei bambini. Confermata attività di miscelazione tra grani esteri e nazionali. Solo il piombo è risultato assente dalle analisi. Dubbi sul marchio di Puglia: garantisce per davvero il 100% dell’ origine del grano?


Se le marche più blasonate e diffuse nel Paese contengono tracce di questi contaminanti, sia pur entro i limiti di legge, vuol dire che ogni italiano ne assume piccole dosi giornaliere attraverso pasta e altri derivati del grano. E non c’è affatto da stare tranquilli specie se si considera l’effetto combinato che queste sostanze potrebbero provocare insieme, anche a bassi dosaggi. Cosa prevede il principio di precauzione? Ci sono prove che l'effetto sinergico di più contaminanti a basse dosi non faccia danni alla salute?

Dal Test GranoSalus, almeno due marche, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON. Ma la coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, rivela un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari.

I grani duri del Sud non dovrebbero presentare queste sostanze pericolose! Il condizionale è d’obbligo, perché se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti, beh, c’è qualcosa che non funziona nel disciplinare della Regione Puglia che ha concesso in licenza d’uso il marchio alla ditta Granoro e negli stessi controlli della Regione.

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Cina, invasione di pomodoro in Italia (+43%) è allarme sicurezza

Concentrato di pomodoro: nel 2016 dalla Cina ne sono arrivati in Italia circa 100 milioni di Kg
Nel 2016 dalla Cina sono arrivate in Italia circa 100 milioni di chili di concentrato, con un aumento del 43%, pari a circa il 20% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. E’ l’allarme lanciato in occasione della divulgazione dei dati Istat relativi al commercio estero da Paesi extracomunitari a gennaio 2017 che fa registrare un balzo record del 22,3% delle importazioni, superiore a quello delle esportazioni pari al 19,7%. Tali dati, combinati con la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza fanno aumentare esponenzialmente il rischio che il concentrato di pomodoro cinese venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri a grave pregiudizio della salute dei consumatori.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un crescendo di navi che dalla Cina sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro, ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato, ma anche la sicurezza alimentare.

La Cina ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una recente elaborazione sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15%)  hanno riguardato il gigante asiatico.

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venerdì 24 febbraio 2017

I vaccini fanno davvero bene?

Considerati la scoperta del millennio, ora sempre più persone ne hanno paura

Nella grafica: i pallini verdi rappresentano le persone vaccinate, i bianchi i non vaccinati i rossi i contagiati. Nel caso a sinistra, il contesto è fatto di persone vaccinate e l’epidemia resta isolata, nel caso a destra, alcuni non vaccinati diventano contagiosi e l’epidemia si espande a macchia d’olio
I vaccini sono una delle più importanti scoperte del millennio. Hanno salvato milioni di vite e il loro impatto sulla salute pubblica è secondo solo all’accesso all’acqua potabile. Negli ultimi anni sono più efficaci, accessibili e gratuiti. Nonostante questo la copertura dei vaccini in Italia, e nel mondo occidentale, è in calo. Sono nate preoccupazioni profonde e in molti associano le vaccinazioni a effetti negativi, tra cui l’autismo, e la scienza non riesce a tradurre in fiducia le prove a suo favore. I rischi di non vaccinarsi, però, sono alti e colpiscono tutti. 

Prevenire è meglio che curare  
Diffusi già da inizio Novecento, hanno eliminato o ridotto al minimo malattie come la difterite, la pertosse, il morbillo, il tetano, la meningite B. Grazie ai vaccini, il vaiolo è stata la prima malattia totalmente debellata sulla Terra
La ricerca medica li ha ulteriormente migliorati negli ultimi decenni: le iniezioni sono più sicure, ogni anno vengono sperimentate nuove cure per nuove malattie, e sono maggiormente diffusi nei Paesi in via di sviluppo.

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venerdì 17 febbraio 2017

Conoscere il proprio stato di salute attraverso la lingua

Fa da cartina di tornasole del nostro benessere e i medici da sempre sanno leggere molti sintomi di salute o malattia dalla semplice osservazione di questa parte del corpo. Da qui la famosa richiesta: fuori la lingua. Anche oggi, nel tempo della diagnostica strumentale, l’esame attento della lingua rappresenta senz’altro un buon chek-up generale. Ne parliamo con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

La lingua – Un valido aiuto nella diagnosi

“La lingua – spiega il prof. Monti – è composta da muscoli rivestiti da mucosa, dove risiedono le papille gustative e dove sono presenti i villi, che assomigliano a un tappeto erboso. Si tratta di un organo molto vascolarizzato e riccamente innervato. E, soprattutto, facile da esplorare.
Dalla semplice richiesta di poter osservare la lingua del paziente il medico può trarre una serie d’informazioni utili a inquadrare salute o malattia ancor prima di eseguire complicati e costosi accertamenti diagnostici. Ovviamente gli accertamenti andranno fatti, ma se il medico capisce, per così dire, il linguaggio della lingua, gli accertamenti saranno più mirati, diretti ed efficaci.
Bisogna purtroppo ammettere che l’osservazione della lingua è una pratica medica in cammino verso il dimenticatoio e questo francamente è un peccato.
La lingua che esprime buona salute deve essere di colore roseo ai bordi e più chiara al centro, deve essere umida e i suoi margini devono essere lisci. Deve inoltre potersi estroflettere e sollevare sul palato senza impacci”.

Quando la lingua è il segnale che c’è qualcosa che non va

Ecco elencati alcuni sintomi e il loro significato clinico che si deducono dall’osservazione della lingua.
Sono le condizioni che dovrebbero attrarre l’attenzione del medico.
Lingua secca = disidratazione, problemi renali, diabete
Lingua pallida = stato di anemia
Lingua bianca = malattia infettiva in atto, gastrite, ulcera gastrica
Lingua marrone/nero = sviluppo batterico sulla lingua, gastrite, fumo
Lingua liscia che ha perso i villi = stato di deperimento, malattia tumorale, malattia del fegato
Lingua ingrossata = malattia che deposita proteine (amiloidosi)
Lingua con le impronte dei denti = stato di tensione psichica, ansia
Lingua a fragola = scarlattina
Lingua a carta geografica = stato allergico di tipo Atopia
Lingua urente (che brucia) = stato di depressione psichica
Lingua erosa = Lichen orale
Lingua con chiazze bianche (leucoplachia) = stato pretumorale della lingua
Lingua con punti rossi a tipo angiomi = malattia angiomatosa che interessa fegato/polmoni
Lingua con la faccia inferiore gialla = inizio di malattia itterica del fegato
Lingua plicata (con pieghe) = stato allergico di tipo Atopia
Lingua bucata = esiti di piercing che non si possono riparare
Lingua gonfia = orticaria in atto
Lingua con puntini bianchi = mughetto, stato di immunodepressione
Lingua che devia quando viene protrusa = danno neurologico, ictus.

A cura di Elena Villa

Fonte

mercoledì 15 febbraio 2017

Trigliceridi alti. Cosa mangiare e quali integratori assumere per abbassarli naturalmente


I trigliceridi sono un tipo di lipidi, o grassi, che vengono prodotti quando le calorie ingerite sono inutilizzate e quindi vengono convertite in trigliceridi e immagazzinati nelle cellule adipose. Quando poi il corpo avrà bisogno di energia, ad esempio tra un pasto e l’altro o durante attività intense, gli ormoni rilasceranno i trigliceridi che verranno consumati per soddisfare il proprio fabbisogno energetico.

Come si formano i trigliceridi

I trigliceridi sono importanti per la salute perché:
  • Forniscono energia al corpo
  • Permettono un isolamento termico che ci permettono di sopportare il freddo
Infatti sebbene il corpo abbia bisogno di glucosio per funzionare, la quantità che è in circolo si esaurisce abbastanza facilmente, e quindi si attinge energia dai trigliceridi. Senza i trigliceridi non potremmo svolgere le normali funzioni quotidiane.
I trigliceridi vengono prodotti in diversi modi:
  • L’intestino li sintetizza a partire dai grassi presenti nei cibi
  • Il fegato li sintetizza a partire dagli zuccheri e dalle proteine presenti nei cibi
Quando il corpo ha bisogno di energia, l’insulina permette l’accesso ai trigliceridi che verranno scomposti in glicerolo e acidi grassi attraverso un processo chiamato lipasi, il glicerolo verrà poi trasformato in glucosio dal fegato entrando così nelle cellule dove fornirà energia. Gli acidi grassi possono anche loro essere usati per la produzione di energia della cellula attraverso un processo chiamato beta-ossidazione oppure possono svolgere molte altre funzioni come ad esempio la formazione della membrana cellulare, regolazione degli ormoni, trasporto delle vitamine liposolubili, protezione contro i radicali liberi, formazione delle mielina nel cervello e composizione della pelle (garantendo elasticità e morbidezza).

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sabato 11 febbraio 2017

Come misurare i danni del WiFi sulla salute con questa app

Dal proprio smartphone è possibile scaricare un’app gratuita che permette di misurare i campi elettromagnetici prodotti dalle reti WiFi che ci circondano e che causano danni alla salute


La crescita esplosiva dell’uso del Wi-Fi sia nella propria abitazione, che in ambiente di lavoro e addirittura nei luoghi pubblici e nelle scuole crea una grande preoccupazione per quanto riguarda gli effetti sulla salute di questa esposizione prolungata e costante a campi elettromagnetici. Questa situazione diventa ancora più pericolosa quando si dorme sotto l’influenza di queste radiazioni elettromagnetiche e quando più reti Wi-Fi irradiano la stessa abitazione, come accade spesso in un condominio ad esempio. 
 
L’esigenza di analizzare l’impatto sul nostro organismo di questi campi elettromagnetici nasce dal crescente numero di persone che mostrano vari effetti negativi come mal di testa, nausea, stanchezza, difficoltà di concentrazione e palpitazioni del cuore che scompaiono quando passano del tempo nella natura o in ambienti privi di elettrosmog. Per elettrosmog si intende tutto l’inquinamento prodotto dai campi elettromagnetici artificiali prodotti dalla moderna tecnologia.

Molti considerano il WiFi una tecnologia innocua, in realtà sono stati pubblicati più di 34 studi scientifici sui danni del WiFi. Il WiFi può danneggiare il DNA, lo sperma, favorire l’ossidazione cellulare, debilitare il sistema immunitario e quindi nel complesso stimola lo sviluppo di ogni tipo di malattia. Abbiamo anche visto come il WiFi ha un effetto nocivo sulle piante.

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giovedì 9 febbraio 2017

Come eliminare la cellulite da pancia, glutei e cosce in modo naturale e veloce

La cellulite colpisce circa 8 donne su 10 di qualunque età e statura ed è causata da una dieta errata e squilibrio ormonale. Ecco come risolverla facilmente in modo naturale

La cellulite è un inestetismo cutaneo che si manifesta su cosce, glutei, ginocchia, caviglie, pancia e braccia e riguarda principalmente le donne anche se può colpire anche gli uomini.
Molte persone cercano di risolvere attraverso la liposuzione ma non è un trattamento definitivo dato che sistematicamente la cellulite si ripresenta dato che non sono state risolte le cause e inoltre può essere dannoso. Quindi cosa si deve fare se si vuole bruciare il grasso corporeo in eccesso, evitando una pericolosa perdita di peso?

Di seguito saranno mostrati i modi naturali per ridurre la cellulite che si basano sui meccanismi di riduzione dell’adipogenesi (deposito di grasso), di aumento della termogenesi (bruciare il grasso attraverso il calore del corpo), del miglioramento della microcircolazione e della sintesi di collagene.

Che cos’è la cellulite?

E’ l’inestetismo cutaneo più famoso al mondo e spiccatamente femminile, ma quante donne veramente sanno cos’è la cellulite? Come si forma la cellulite?

Il termine cellulite sembra suggerire uno stato di infiammazione delle cellule, ma non è così. La cellulite è l’aspetto della “pelle a ricotta”, grumosa o a fossette, che si sviluppa prevalentemente con l’età sulle gambe, sulla pancia e sulla parte posteriore delle braccia. In sostanza, quando si ha un deposito di grasso sotto la pelle esso spinge contro il tessuto connettivo che cede, e si ha questo aspetto irregolare, a “chiazze”, della pelle. Alcuni dei fattori che contribuiscono a questa condizione sono la mancanza di esercizio fisico, cambiamenti ormonali e – avete indovinato – la dieta.
La ragione per cui gli adulti si sviluppano aree di pelle flaccida e cellulite è dovuta alla struttura irregolare di depositi di grasso sotto la pelle. Questa condizione è più comune nelle donne rispetto agli uomini; circa l’80% delle donne hanno un certo grado di cellulite, soprattutto man mano che invecchiano e che la pelle perde la sua elasticità. Tuttavia, chiunque può sviluppare la cellulite, anche gli adolescenti che non hanno problemi di peso ma hanno cambiamenti ormonali. Come condizione della pelle, la cellulite non è grave o dannosa, quindi molti scelgono di non trattarla. Invece altri sono molto infastiditi dagli inestetismi della cellulite, soprattutto in estate.

Le cause principali della cellulite

Diversi fattori principali contribuiscono allo sviluppo della cellulite, tra cui:
  • Dieta carente di nutrienti
  • La ritenzione di liquidi (che provoca anche gonfiore)
  • Disidratazione
  • La mancanza di circolazione
  • Una struttura del collagene debole
  • Essere in sovrappeso o un aumento del grasso corporeo
  • I cambiamenti ormonali
  • La mancanza di attività fisica (uno stile di vita sedentario)

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mercoledì 8 febbraio 2017

Sfatato il 'mito' dell'esercizio fisico per controllare il peso

Porta tanti altri benefici, ma dimagrimento solo con dieta

Non è l'esercizio fisico la chiave per controllare il peso, come si potrebbe essere portati a pensare, ma piuttosto altri fattori tra cui la dieta. L'attività fisica ha moltissimi benefici, che vanno dalla riduzione del rischio di malattie cardiache, diabete e cancro fino a un maggior benessere a livello mentale e le persone che la praticano vivono più a lungo e più in salute. Ma può essere collegata anche a un aumento dell'appetito, cosa che porta a mangiare di più per compensare o ad essere meno attivi nel corso della giornata.


    Emerge da uno studio della Loyola University di Chicago, pubblicato su PeerJ, parte di una ricerca denominata Met (Modeling the Epidemiologic Transition Study). "I risultati indicano che l'attività fisica può non proteggere dall'aumento di peso" evidenzia l'autrice, Lara R. Dugas. Per la ricerca sono state prese in esame 1944 persone, tra i 25 e i 40 anni, provenienti dagli Stati Uniti e da altri quattro Paesi: Ghana, Giamaica, Sudafrica e Seychelles. Per verificare il livello di attività fisica è stato chiesto loro di indossare un accelerometro per una settimana e sono stati misurati altri valori come peso, altezza e grasso corporeo all'inizio, dopo un anno e dopo due. Dalle misurazioni all'inizio della ricerca i ghanesi sono risultati quelli con un peso inferiore e più in forma, mentre erano gli americani ad avere i maggiori problemi legati ai chili di troppo.
Dai risultati è emerso un dato che ha sorpreso gli studiosi: l'aumento di peso totale in tutti i Paesi è stato maggiore tra coloro che rispondevano ai criteri delle linee guida per l'attività fisica.

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